lunedì 17 maggio 2010

"Conoscete questo racconto di Tolstoï ?

Passeggiando per le sue terre, un re raccolse un giorno un seme
della grandezza di una nocciola. Meravigliato, fece appello alla
scienza di tutti i saggi della sua corte, ma nessuno seppe dirgli
il nome né la provenienza di quel seme. Nel frattempo, il re
venne a sapere che nel suo regno viveva un uomo molto anziano il
quale avrebbe forse potuto dargli informazioni, e così lo fece
chiamare. L'uomo, quasi cieco, arrivò appoggiandosi a due
stampelle. Dopo aver lungamente esaminato il seme, dovette
confessare la propria ignoranza. "Ma chiamerò mio padre - disse -
forse lui si ricorderà di averne visti di simili". Il padre
arrivò, appoggiandosi a una sola stampella. Neppure lui seppe
identificare il seme, ma propose a sua volta di far venire suo
padre...
Questi arrivò subito; aveva l'aria di un uomo giovane, robusto e
allegro. Afferrò il seme ed esclamò: "Ma questo è un chicco di
grano che cresceva al tempo della mia infanzia! A quell'epoca i
chicchi di grano erano molto grossi, ma da quando gli esseri
umani sono diventati disonesti e cattivi, la loro dimensione non
ha smesso di diminuire. E se mi vedete così robusto e più giovane
di mio figlio e di mio nipote, è perché continuo a vivere secondo
le regole dell'onestà e della bontà che regnavano nella mia
infanzia"."

Omraam Mikhaël Aïvanhov

2 commenti:

Sandra ha detto...

Ciao Ele che bello il tuo nuovo blog ...è un posticino carino carino... e si possono imparare tante cose ! Un bacio a presto Sandra

ste ha detto...

Quanta verità in queste poche righe....
Baci
Ste